sabato 9 febbraio 2013

Cinematografia Documentaria

La lezione

Nel giorno 08/02/2013 abbiamo eseguito una lezione sulla Cinematografia Documentaria. Ma cos'è questa parolona? Indica semplicemente la classificazione dei video in questione in documentari.
Per rimanere nel tema della lezione, abbiamo visualizzato sette spezzoni di documentari, tutti diversi, cercando di cogliere in essi ogni caratteristica che individua la modalità di un documentario.
Abbiamo cercato di cogliere soprattutto dieci tipi di informazione:
- Il Titolo (titolo del prodotto)
- 'Focus' (tema del prodotto)
- Scopo (ciò che si vuole far capire)
- Plot (Trama del prodotto)
- Repertorio (dove si sono acquisiti i video o le immagini presenti)
- Interviste (pareri di diretti interessati o esperti)
- Musiche (le musiche presenti nel prodotto)
- Ricostruzioni (se nel prodotto sono presenti ricostruzioni)
- Animazione (se nel prodotto sono presenti animazioni)
- Voce fuori campo (se nel prodotto sono presenti delle voci fuori campo)


Copertina Film

Supersize Me

Questo documentario ha lo scopo di fare riflettere gli americani sulle loro abitudini alimentari e prende in considerazione un ragazzo che ha deciso di mettere alla prova il proprio corpo, assumendo per un mese intero solamente cibo della famosissima catena alimentare "McDonald".
Nel corso del documentario si vede molto bene l'ingrassare e il peggiorare della salute del protagonista.


 


- Il Titolo : "Supersize Me"

- 'Focus' : "Alimentazione negli U.S.A."

- Scopo : "Far riflettere gli americani sulle loro abitudini alimentari."

- Plot : "Un viaggio condotto dal protagonista negli u.s.a. e nei suoi fast-food. Il protagonista conduce un esperimento su se stesso: alimentarsi per un intero mese all'interno del McDonald."

- Repertorio : "Fotografie famigliari, piccoli pezzi di spot pubblicitari."

- Interviste : "Nella maggior parte posate"

- Musiche : "Solo di accompagnamento per dare ritmo al documentario."

- Ricostruzioni : "No."

- Animazione : "Si, sia grafiche che animazioni vere e proprie."

- Voce fuori campo : "Per narrare e far riflettere sui dati di consumo a inizio film."

sabato 19 gennaio 2013

Sviluppo e stampa della fotografia


Il giorno 12 Gennaio abbiamo effettuato un laboratorio basato sulla fotografia analogica, utilizzando una reflex (non digitale) e un rullino Kodak Tmax 400.
Rullino in Bianco e Nero (400 Tmax)



Spirali e pellicole sviluppate
Tank e Spirale
 Il Soggetto in questione era il cortile interno della nostra scuola, quindi abbiamo esposto la pellicola ad una luce naturale, a dire il vero, in una giornata piuttosto nuvolosa. Dopo aver effettuato i nostri scatti, abbiamo continuato l'esercitazione sull'analogico utilizzando la camera oscura. Per prima cosa abbiamo sviluppato la pellicola. Il primo passo per eseguire tale procedimento è quello di inserire la pellicola dentro uno strumento chiamato Tank all'interno della quale si trova una spirale su cui la pellicola deve essere avvolta. Il tutto rigorosamente al buio.


Una volta entrati in camera oscura, abbiamo preso la pellicola sviluppata e scelto le foto da poter sviluppare. Scelte le foto, abbiamo immesso la pellicola contenente la foto in questione dentro un contenitore appartenente ad un apparecchio chiamato Ingranditore, indispensabile nello sviluppo delle foto, che punta una luce sulla pellicola in modo da proiettare l'immagine sul banco di lavoro, poi su un foglio foto sensibile per sviluppare il positivo. La foto sviluppata sarà in bianco e nero, visto l'utilizzo della pellicola in tale effetto. Una volta proiettata la foto sul foglio, si metterà nello sviluppo, arresto e fissaggio, in modo da sviluppare l'immagine.      

Ecco il risultato finale:

Fotografia stamapata da pellicola
























Alessandro Leso

sabato 22 dicembre 2012

Storia della Fotografia


Pubblico qui un video di spiegazione della tecnica ideata da Louis-Jacques-Mandé Daguerre nel 1839. Esso spiega cosa significa Dagherrotipo e in cosa consiste, come si produce e come si potrebbe mantenere nel tempo.Per produrre questa immagine si necessita di tempo, pazienza ed i componenti essenziali come una lastra metallica lucida su cui si depositerà l'immagine, del mercurio ed una camera oscura.La cosa che mi attrae maggiormente in questo tipo tecnica è la doppia visibilità che possiede, avendo sia una visione in positivo ed una in negativo dell'immagine.Purtroppo questa immagine prodotta non ha la possibilità di essere riprodotta, ne esiste e ne esisterà solamente una copia, proprio perchè è depositata su una lastra di ferro.

giovedì 6 dicembre 2012

Il Fotogramma


Fotogramma

Abbiamo eseguito un laboratorio di fotografia in data 16 novembre 2012 molto interessante. Abbiamo usufruito di tali insegnamenti per memorizzare le basi della fotografia analogica, nient'altro che la fotosensibilità dei sali d'argento. Dopo una spiegazione del professore, siamo andati in camera oscura per produrre un fotogramma ovvero realizzare una fotografia off-camera. 
Fotogramma di una cover di cellulare e cuffiette
Ho usufruito di un foglio di carta fotosensibile, appoggiandone sopra alcuni oggetti, e accendendo la luce, ho contato un secondo, per poi spegnere la luce. Ho immerso poi il foglio nello sviluppo che ha annerito le parti non coperte dagli oggetti e fatto restare chiare le parti coperte. Tale sostanza ha fatto si che nelle parti colpite dalla luce l'azione di trasformazione dei sali d'argento in argento metallico si vedesse, quindi si annerissero. Poi il foglio viene messo nell'arresto per bloccare l'azione dello sviluppo (usato anche per non mischiare i due liquidi) e poi viene immerso nel fissaggio che, eliminando i sali d'argento coperti dagli oggetti, rende l'immagine inalterabile nel tempo.Abbiamo poi lavato il foglio sotto acqua corrente per togliere ogni traccia di agenti chimici. L'immagine prodotta rappresenta gli oggetti bianchi presi per l'esperienza su uno sfondo nero.

sabato 1 dicembre 2012

Camera Oscura Portatile

Ciò che si vede dentro la camera oscura portatile
In laboratorio abbiamo creato una camera oscura portatile grazie ad una scatola di scarpe a cuiabbiamo tagliato un lato corto e abbiamo colorato l'interno di nero (nero perchè non riflette la luce). Ciò che è rimasto dal taglio della scatola l'abbiamo usato per creare un carrello con una finestra rettangolare su cui abbiamo messo un foglio di carta da lucido che permetterà di osservare una piccola anteprima dell'immagine. Perchè tale immagine entri nella scatola abbiamo poi fatto un foro di diametro circa 2 cm. Una volta inquadrato un soggetto, il foro, grazie anche ad una lente posta davanti, permetterà di far entrare all'interno della camera oscura un fascio luminoso che proietta un'immagine capovolta e invertita. E' questo il principio ottico su cui si basa la fotografia!

Ecco a voi alcune foto rappresentanti la realizzazione di tale Camera oscura portatile:
(prof. Enrico Manfredini)